Una recente ricerca effettuata sui “millennials” (definiti anche come la “generazione Y”) ha dimostrato che la maggior parte delle persone investe le energie di una vita intera per accrescere le proprie ricchezze e la propria popolarità. E qui il dubbio nasce spontaneo: sono quindi ricchezza, fama e grandi conquiste a trasformare le nostre vite in “vite buone”? Se potessimo osservare in tempo reale la vita di centinaia di persone, dall’adolescenza fino all’età anziana, e farlo in tempo reale, per fotografare cosa le mantiene in salute e felici, che cosa noteremmo?

Per rispondere a questa domanda ci viene in aiuto un interessante studio fatto dall’Università di Harvard, iniziato nel 1938 e mantenuto in vita ancora oggi. Sono stati analizzati i percorsi di vita di oltre 700 persone (ai tempi adolescenti e di ogni ceto sociale). Anno dopo anno, sono stati raccolti e analizzati i dati derivanti da questionari, colloqui individuali e cartelle mediche.

Alcune delle persone esaminate, crescendo, hanno scalato la piramide sociale dal basso fino alla cima e altre hanno fatto lo stesso viaggio, ma nelle direzione opposta. Alcuni sono diventati avvocati, altri operai, altri medici, altri ancora muratori. Alcuni dipendenti dalle droghe, altri schizofrenici. E ad oggi, alcune persone sono ancora in vita e continuano ad essere studiate.

Decine di migliaia di informazioni raccolte per arrivare ad un’unica tanto sconcertante quanto semplice conclusione: sono le buone relazioni a mantenerci più felici e più sani. Punto. Nello specifico, analizzando per oltre 80 anni le stesse persone nei loro percorsi di vita, i ricercatori hanno scoperto che:

1 | LE CONNESSIONI SOCIALI CI FANNO MOLTO BENE, MENTRE LA SOLITUDINE CI UCCIDE. Le persone che godono di migliore salute, che vivono più a lungo e che sperimentano stati di felicità più frequenti sono quelle maggiormente connesse alla famiglia, agli amici e alla comunità. È stato dimostrato altresì che la solitudine è tossica per le nostre vite, e che essa è uno stato emotivo e non un dato di fatto (ci si può sentire soli anche in una folla o in un matrimonio).

2 | LA QUALITÀ DELLE NOSTRE RELAZIONI È PIÙ IMPORTANTE DELLA LORO QUANTITÀ. A predire il nostro benessere non è il numero di amici che si ha e nemmeno se ci si trovi in una relazione stabile o meno, ma è la qualità delle nostre connessioni più strette. Un’analisi condotta sui cinquantenni che hanno partecipato allo studio ha dimostrato che la qualità delle relazione del singolo individuo è il fattore maggiormente correlato ad una vita longeva, molto di più, ad esempio, dei suoi livelli di colesterolo.

3 | LE BUONE RELAZIONI NON PROTEGGONO SOLO IL NOSTRO CORPO, MA ANCHE IL NOSTRO CERVELLO. Le persone che sanno di poter contare sulle proprie relazioni, anche in caso di bisogno, sono quelle che tendono ad avere una memoria più a lungo termine. Le buone relazioni tengono in salute il cervello e non scalfiscono per nulla i propri ricordi.

Ma se le relazioni buone sono positive per la salute e per la felicità, perché sono così difficili da ottenere? E perché ci dimentichiamo spesso di questo concetto? Forse la risposta sta proprio nella definizione del nostro “essere umani”: in quanto tali, siamo persone complicate. Amiamo soluzioni rapide. Ma le relazioni richiedono tempo ed energie. Prendersi cura della propria famiglia, dei propri amici, e delle proprie relazioni in generale non è né sexy né popolare. Ma dura tutta la vita, e non finisce mai.

Come possiamo prenderci quindi cura delle nostre relazioni? Le soluzioni sono tantissime. Ad esempio, rinunciando a qualche ora di televisione e dedicandole alle persone che amiamo; vivacizzando una relazione spenta facendo qualcosa di nuovo, insieme; oppure rimettendoci in contatto con un familiare o con una persona che non sentiamo da anni, lasciandoci alle spalle i rancori che con fatica ci trasciniamo da tempo.

Lo scrittore americano Mark Twain, più di un secolo fa, riguardando la sua vita, ha scritto: “La vita è così breve che non c’è tempo per i litigi, per il rancore e per la guerra. C’è solamente il tempo per amare, e dura solamente un istante.” Per cui, non fare lo stronzo con chi ti vuole bene, perdona e ama veramente. Non lo dico io, lo dice Harvard: love is the answer!


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