Lo sport viene utilizzato spesso come metafora per rappresentare la vita: soddisfazioni e delusioni, vittorie e sconfitte, confronti e desideri, aggregazione e solitudine. Ti insegna a compiere sacrifici, a credere negli ideali, a lottare per qualcosa e a rialzarti dopo una caduta. Ti insegna che devi dare tutto, anche quando sei stanco, e continuare a lottare con grinta, perché altrimenti sprofondi.

E così la storia degli atleti si incrocia con quelli degli avversari, insegnandoti che devi accettare il verdetto del campo e che se incontri qualcuno più forte di te, ti devi inchinare e riconoscere il suo valore. E che se non sei stato abbastanza bravo e all’altezza della situazione devi inchinarti lo stesso, e riconoscere i tuoi limiti e impegnarti per superarli.

Ma la storia degli atleti si incrocia anche con quella degli allenatori: persone che credono in te e che ti spronano a migliorarti, portandoti a crederci sempre e a non arrenderti mai. Ti insegnano che nulla è impossibile, e che a volte i miracoli accadono. Ma solo a volte. Perché alla lunga vince sempre il più bravo. E con “bravo” intendo colui che ha avuto la determinazione e la costanza di coltivare e allenare il proprio talento. 

Qualche giorno fa sono inciampato in una serie, da poco uscita su Netflix, che parla proprio di questo. “Parola di allenatore” è una raccolta di 5 episodi in cui alcuni allenatori (tra i più iconici degli ultimi anni) condividono le regole per raggiungere il successo nello sport e nella vita. Parola di allenatore è questo: un’immersione nelle “lezioni di vita” tra passato e presente dei migliori campioni della panchina. In totale, sono 26 le regole estratte dai loro discorsi e con te, oggi, voglio condividerne cinque, quelle che reputo le più importanti di tutte.

CI SONO REGOLE CHE VANNO INFRANTE | JOSÈ MOURINHO. Viviamo in un mondo di regole: quelle che ci impone la società e il contesto in cui ci troviamo, ed anche quelle che, per cultura o educazione, ci autoimponiamo. Ma una cosa è chiara a Mourinho: per raggiungere certi risultati, dobbiamo essere disposti a rompere alcuni schemi che non funzionano più. Dobbiamo iniziare a pensare “out of the box” e trovare strategie innovative e vincenti. E se lo dice un degli allenatori più vincenti del calcio, e che parlando di sé afferma …”Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia meglio di me”… forse vale la pena fare nostra questa regola e applicarla anche alla nostra vita.

IL RISCHIO È UN’OPPORTUNITÀ | JILL ELLIS. Lottare per qualcosa in cui si crede nasconde parecchie insidie. Il risultato non è mai certo, ne tantomeno scontato. Ma il rischio fa parte della vita dei vincenti, e i vincenti sono quelli che hanno attraversato molte sconfitte prima di farcela. È questo il pensiero di Jill Ellis: rischio e opportunità fanno parte della stessa partita, da giocare fino in fondo. Se il calcio femminile negli Stati Uniti ha una grande storia e la nazionale è diventata un modello per l’emancipazione e la parità di genere nel mondo dello sport, buona parte del merito lo si deve a questa allenatrice americana, vicina all’esonero prima di vincere per ben due volte la Coppa del Mondo.

GLI ERRORI SONO INEVITABILI MA, NON PERMETTERE CHE TI DEFINISCANO | PATRICK MOURATOGLOU. Commettere errori è una delle vie per crescere e migliorare. I bambini hanno imparato bene questo schema: prima di imparare ad andare in bici si sbucciano più volte le ginocchia. Ma chissà perché, crescendo, noi adulti ci dimentichiamo di questo concetto. Gli errori sono uno strumento, specialmente se utilizzati nella maniera corretta. Ciò che assolutamente non possiamo permetterci è che gli errori, anche quelli più gravi, vengano utilizzati per descrivere la nostra persona. Gli errori descrivono i nostri comportamenti. Ad affermarlo, Patrick Mouratoglou, soprannominato il mentalista, nonché l’allenatore di Serena Williams, una delle tenniste più forti di tutti i tempi.

SI CRESCE FUORI DALLA ZONA DI COMFORT | DAWN STALEY. Quando fai qualcosa di nuovo, ti devi sentire a disagio. È questo il consiglio di Dawn Staley, la cestista americana vincitrice di tre medaglie d’oro alle Olimpiadi e futura allenatrice della Nazionale alle olimpiadi di Tokyo 2021. Il disagio è quell’emozione che viviamo tutte le volte che facciamo qualcosa di mai sperimentato prima, e dobbiamo accoglierlo come una fase del processo di cambiamento che ci porterà ad un livello di consapevolezza e competenza più alto.

NON ESSERE UNA VITTIMA | DOC RIVERS. Se c’è una persona che ha vissuto sulla propria pelle i successi e le vittorie, ma anche dei profondi momenti di difficoltà, quella è Doc Rivers. Playmaker degli Atlanta Hawks negli anni Ottanta, l’attuale coach dei Los Angeles Clippers ha vissuto il razzismo sulla propria pelle e ora sta lottando in prima linea per imporre un drastico cambiamento sociale nell’NBA. Per lui, essere vittime è una scelta che mai porta benefici a chi si immedesima tale. Anzi, essere vittima ha come unico scopo quello di dare importanza a chi usa e sfoga la propria rabbia (impropriamente) contro altri esseri umani. Molto meglio scegliere di essere qualcun altro: ad esempio, un vincente.

Se ancora non l’hai fatto, ti consiglio di guardare la serie completa su Netflix: “Parola di allenatore”, buon cibo per il nostro cervello!


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