Tra i generi che amo di più possedere nella mia libreria ci sono sicuramente le autobiografie. Leggere e ascoltare la storia delle altre persone mi offre sempre grande ispirazione, energia che utilizzo spesso come strumento per migliorare e crescere, oltre che per prendere decisioni che riguardano la mia vita. Negli ultimi giorni ho avuto il vero piacere di divorare “GreenLights. L’arte di correre in discesa”, scritto da Matthew McConaughey, noto attore hollywoodiano. Un libro illuminante, originale e ricco di spunti di riflessione.

Un diario in cui l’attore si mette a nudo, condividendo i suoi racconti in maniera sincera e spesso ironica. Nel libro scrive: “vivo questa vita da cinquant’anni e cerco di risolverne i misteri da quarantadue, e sono trentacinque anni che tengo diari in cui annoto ogni indizio. Sono appunti sul successo e il fallimento, gioie e dolori, cose che mi hanno stupito e altre che mi hanno fatto ridere di gusto. Come essere onesti. Come stressarsi meno. Come divertirsi. Come non far soffrire le persone. Come non soffrire. Come essere un uomo perbene. Come trovare un significato alla vita. Come essere più me stesso”.

Quando leggo qualsiasi libro, e in particolare l’ho fatto molto spesso con questo, ho l’abitudine di sottolineare le parti più significative. Ed ecco che tornando a sfogliare le pagine di “GreenLights” ho deciso di condividere con te 3 dei milleottocentoquarantadue punti che mi hanno particolarmente colpito e che mi hanno fatto riflettere

1 | IMPARA A RICONOSCERE I SEMAFORI VERDI DELLA VITA. I “GreenLights”, o semafori verdi, sono quei segnali metaforici che ci dicono che la direzione che abbiamo scelto è quella giusta. Ci spronano ad avanzare. Sono segni di approvazione, doni, complimenti e desideri e si manifestano quando proviamo entusiasmo, gioia e soddisfazione. A volte sono mascherati di colore giallo o rosso: un avvertimento, un arresto improvviso, una deviazione. Sta a noi riconoscerli e aggiustare il tiro. Prendere quanti più semafori verdi è una questione di abilità, e quindi di allenamento. Certo, a volte il destino ce ne regala alcuni, ma siamo principalmente noi gli artefici dei nostri greenlights: stare nel flusso, insistere, rispettare la propria autenticità, imparare ad ascoltarsi, cambiare strada se necessario, mai mollare, con la consapevolezza che i gialli e i rossi alla fine diventeranno verdi! Scrive: “Tu devi pensare a vivere, amico, a v-i-v-e-r-e. Pensa a vivere, non pensare alla vita, ma all’azione, perché la vita è un verbo”.

2 | NON ESISTONO SFIGHE PER CHI HA IL CORAGGIO DI IMPARARE | Il nostro McConaughey, all’età di 18 anni, spinto dal suggerimento della madre e dal suo forte desiderio di viaggiare e vivere avventure in giro per il mondo, decise di aderire a un progetto di scambio culturale: lui, americano, si trasferì in Australia per un anno. Ma il suo immaginario, fatto di spiagge bianche, grandi onde da surfare e belle ragazze, si scontrò presto con la realtà. La famiglia che l’ospitò, i Dooley, vivevano in un piccolo paese di 305 abitanti e a leggere le sue parole era una famiglia decisamente strana. Da subito il desiderio di mollare, di ritornare nel suo Texas, ma Matthew resistette. Cito alcune sue parole: “E mentre stavo impazzendo, continuavo a ripetermi che ero lì per imparare una lezione, che c’era un lato positivo, che dovevo superare l’inferno per arrivare dall’altra parte. E ci riuscii. Non possiamo apprezzare la luce senza le ombre. Dobbiamo perdere l’equilibrio per trovare un appoggio migliore. È meglio saltare che cadere.”

3 | SERVE PREPARAZIONE PER AVERE LIBERTÀ | Le sue prime esperienze lavorative sui set del grande cinema, quando nessuno ancora sapeva chi fosse, gli avevano fatto assaporare il suo grande talento. Dimostrava di averne specialmente quando durante le audizioni gli chiedevano di improvvisare: lui si immergeva nei panni e nei sentimenti del suo personaggio, et voilà, tutti rimanevano a bocca aperta, stupiti dalla sua bravura. Ma fu proprio la presunzione di pensare di essere bravo che gli fece fare una figuraccia: ciò avvenne quando sul set di un film decise che a nulla servivano i copioni, per poi scoprire poco dopo che il personaggio che doveva interpretare avrebbe dovuto recitare un lungo monologo, per lo più in spagnolo. Dice: “dobbiamo imparare le conseguenze della nostra negligenza. Non è importante solo quello che facciamo ma anche quello che non facciamo. Serve preparazione per avere libertà. Serve impegno per poter lavorare.”

Ti risparmio gli altri milleottocentotrentanove spunti, anche perché non voglio anticiparti l’intero libro, ma ti consiglio vivamente di acquistare e leggere GreenLights. Da qualche mese è uscita la versione italiana, e le sue pagine scorrono via che è un piacere. Per certo, una delle migliori autobiografie che abbia mia letto!


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